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Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse

09 Nov Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse

Airbnb: Una semplice inserzione per poter mettere in affitto la propria casa

Tutto parte dell‘inserzione che viene pubblicata sulla piattaforma di Airbnb da cui l’utente potrà prenotare la sua sistemazione e pagare quanto dovuto. In semplici 7 mosse come guadagnare con la Tua casa.

1. Inserzione
Per mettere il proprio appartamento in affitto su Airbnb bisogna collegarsi alla piattaforma e seguire le istruzioni per la pubblicazione gratuita di un’inserzione. Ovviamente più servizi la casa ha e migliore è la posizione in città e maggiore sarà la possibilità di affittarla a prezzi vantaggiosi. Le tariffe e la durata dell’affitto vengono decise dall’host (chi affitta). Starà poi agli ospiti determinare il successo o meno dell’inserzione in base alla domanda e all’offerta e in base alle recensioni degli altri utenti.

Ovviamente fondamentali per la buona riuscita di un annuncio sono le fotografie dell’appartamento. Se ne possono caricare fino a 24 e ci si può avvalere di fotografi professionisti che il portale mette a disposizione.

2. Pagamento

Una volta che l’ospite conferma la sua prenotazione, l’host ha 24 ore per rispondere. Fino a quel momento non viene addebitato nessun costo sulla carta. Quando l’host risponde viene elaborato il pagamento e inviata una mail con la ricevuta. L’host deve rispettare degli standard di ospitalità (tra cui pulizia, fornire elettrodomestici funzionanti, la foto deve rispondere all’appartamento, ecc). Una volta che l’ospite ha fatto il check in entro 24 ore vengono accreditati gli importi dovuti all’host.

Airbnb addebita agli host un costo del servizio del 3% per ogni prenotazione completata. Esempio: una prenotazione per 4 notti presso un annuncio con un prezzo per notte di 100€ e 50€ di spese di pulizia, i costi del servizio dell’host sono 14€. Viene applicata l’Iva. Agli ospiti vengono addebitati i costi del servizio che vanno dal 6 al 18 per cento. Anche in questo caso viene applicata l’Iva.

3. Danni
Ci sono stati casi di danni. Airbnb rimborsa danni fino a 700 mila euro. L’assicurazione non copre contanti e titoli, animali, responsabilità civile, le aree comuni e condivise. Alcuni tipi di oggetti come gioielli, oggetti da collezione e opere d’arte hanno una copertura limitata.

Gli host sono tenuti a rispettare la privacy dei loro ospiti, seguendo la legge vigente nel paese in cui si opera. E se installano sistemi di videosorveglianza per motivi di sicurezza devono avvisarli.

4. I professionisti di Airbnb
Per chi non ha voglia o tempo di seguire tutto l’iter dell’affitto, intorno ad Airbnb sono nate una serie di nuove professioni. Tra questi società e sistemi di “Property Manager” come Optimus Host www.optimushost.it che si occupa di tutto  In genere queste persone organizzano le pulizie e ricevono gli ospiti per conto dell’host, previo il pagamento di una percentuale sulla transazione totale.

5. Dove andare quando metti la casa su Airbnb
Affittare il proprio appartamento implica, soprattutto per i lunghi periodi, trovare un’altra sistemazione. Faccenda non sempre facile, soprattutto se si considerano periodi di alto afflusso come Expo per Milano.

Per soddisfare questa esigenza, negli Usa è nato un portale “Can I stay with you while I rent my place on Airbnb?” (posso stare da te mentre affitto casa mia su Airbnb?)

6. Guadagni, dalla stanza alla villa con piscina
Le tariffe di affitto su Airbnb sono determinate dall’offerta e dalla domanda. Non esistono dunque vincoli o tariffe predeterminate. Al momento per un affitto a Milano nel mese di maggio 2016 un monolocale si paga in media 100o euro. Le cifre ovviamente cambiano a seconda dell’appartamento e della posizione.

Su Airbnb sono presenti appartamenti e soluzione che vanno dalla più spartana a quella di lusso.

7. Tasse
Capitolo spinoso per Airbnb sono le tasse. Gli albergatori infatti accusano la società di concorrenza sleale e di favorire l’evasione fiscale. Accusa che i fondatori di Airbnb rifiutano spiegando come loro invitino i loro utenti a rispettare le norme vigenti in ciascun paese. In pratica la sharing economy non è ancora normata nella maggior parte dei paesi, in particolar modo per gli affitti fai da te.

In Italia esiste una legge che permette la locazione turistica (la 431/98) per un massimo di un mese e che si stipula tramite una semplice scrittura privata. Questa legge prevede che entro i 30 giorni non vada applicata la cedolare secca sugli affitti e dunque sgrava il locatario da tasse aggiuntive.

Affittare dunque per brevi periodi senza contratto è permesso senza tasse aggiuntive.

 

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Fonte informazioni: Marta Serafini dal Corriere della Sera


Airbnb come affittare la propria casa. Le 7 mosse ultima modifica: 2016-11-09T13:21:49+00:00 da OptimusHost
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